TRADUZIONI VARIE
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Vidi in quel punto della Cipria deaL’ immago impietosirsi ai voti miei,
E alle lagrime mie gemer parea.
Mentre erro per la casa, e or questi or queiPensier volgo, nè so con quale accento,
Con qual dono placar debba gli Dei,
E porgo ad ogni suon l’orecchio attento,
Se mai s’oda di gufo, o di simileAugel sinistro il flebile lamento:
Sdraiati sulla paglia in fioco stileInfausti cani, non uditi innante,
Lungamente ulular dentro il cortile.
Questo disastro ancor spesso l’errantePiede inciampando nella mesta soglia,
E il manco l’avvisò ciglio tremante.
Per la leggiadra allor pallida spogliaCorse più crudo l’inimico ardoreQuel caro spirto a consumar di doglia.
Ahi! tu mori, mia luce, c tcco muoreOgni diletto mio, dolce mia vita,
Ed intero con te porti il mio core.
Visa mihi simulacra meis mansuescere votis,
Visa mihi lacrjmis ùigemuisse meis.
Secl dnin teda feror circum, dum corde volutoQua prece, queis superem min lina muncribus ,
Et sonitus dum omuis suspensas excitat aures ,
Si qua canat cornix , noctua si qua canat:
Obscccnos ululare, canes per gramina fusosAudivi longo cum gemitìi ante domum.
Immo scope malum hoc , cluni Umilia incesta subirem ,Pes monilit, Icevum et saqie superciliimi.
Pallidulos ninnare magis tunc Jlamma sub ai'tus,Alquc magis caram cibsumerc tane cinimam.
Hcu! moreris, mea lux, niorcris, mea sola voluplus,Aique una noster labium omnis amor.