TRADUZIONI VARIE
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SAGGIO DI TRADUZIONE IN OTTAVA RIMADELL’ ILIADE
Cantami, o Diva, del Pelide Achille 77L’ira funesta che gli Achei fc segnoD’infinito dolor, Palme di milleEroi spinse anzi tempo al morto regno,
E a’ cani c augei le salme, onde partille,Abbandonò. Cosi P alto disegnoDi Giove s’adempia, da che il Pelide Venne a tenzon col re de’prodi Atride.
Qual de’Numi tra lor rissa commise?
Di Giove il figlio e di Latona. IratoQuesti al Sire una lue, che molta ucciseDi sua gente nel campo, avea gittate)
Per onta fatta dall’Atride a CriseSacerdote. Alle navi achee recatoCon ricchi doni e belli a meravigliaErasi Crise a riscattar la figlia.
Del saettante Apollo in man tenea
L’aureo scettro e le bende: ed agli AchiviTutti orando, agli Atridi in pria, dicea:Duci Atridi ed Achei, d’Olimpo i DiviConcedanvi espugnar la Pr'iameaAlta cittade, e ritornar giuliviAlle case paterne. Ah! mi rendeteLa cara figlia, e il prezzo suo prendete.
Monti. Poesie varie. 24