TRADUZIONI VARH.
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Sì pregava. L’iulì Febo, e, fremendo
D’ira, dal ciel spiccossi, c scese al bassoCol sonante alle spalle arco tremendo,
E il chiuso d’ogni parte aureo turcasso.
Mettean, sul tergo all’ adirato, orrendoClangor le frecce al movere del passo.
Giù calandosi a notte atra simile,
Piantossi a fronte dell’achco navile.
Scoccò quindi un quadrello, ed un ronzioTerribile mandò l’arco d’argento.
Prima i giumenti e i veltri, indi assalioCo’mortiferi dardi a struggimentoLe stesse schiere : e tutto era ingombrioDi cadaveri, tutto era spaventoD’ardenti roghi. Per lo campo l’aliNove giorni battean del Dio gli strali.
Nel decimo chiamò di Teti il figlioL’esercito a consulta ^ che opportunoPer pietà degli Achei questo consiglioGli pose in cor la veneranda Giuno,
Giuno che densi andar nel fero artiglioDi morte li vedea. Raccolte in unoLe sbigottite turbe, in piè rizzosseAchille , e al concionar diede le mosse.
Atridc, or sì cred’io volta daremoDi nuovo erranti alla paterna terra,
Se pur netto schivar morte potremo 5Chè ne struggono a un tempo e peste e guerra.Consultiam dunque alcuno in tanto estremo0 vate 0 sacerdote, 0 chi disserra11 segreto de’sogni; chè da GioveAnco del sogno la ragion si move.