TRADUZIONI VARIE
Alme più forti non inulina la terra:
E forti essendo, commeltean co’ fortiMontanari Centauri orrida guerra,
E immani di quei mostri erari le morti.
Dal confin che il paese apio rinserra,Partendomi e da Pilo a’ lor conforti,
Con questi io spesso a conversar n’ andavaE secondo mie forze anch’io pugnava.
Ma de’presenti nessun uom, quantunqueValoroso,-tener potria lor fronte.
Pur davan essi ascolto al mio qualunqueDetto con voglie obbedienti e pronte.
E voi pur anco m’obbedite adunque}
Che l’obbedirmi or giova:, e fine all’onte.Deh! tu, comunque sii possente, o sire,Non voler la fanciulla a lui rapire.
Degli Achei la fanciulla è dono eletto,
E premio di sudor sparso in battaglia.
Abbi dunque, signor, abbi rispettoA tutto il campo, e il suo voler prevaglia.E tu, grande guerrier, non dar di pettoA un re cui nullo di grandezza eguaglia,
A un re cui Giove di tal gloria crebbe,
Ch’ uom scettrato la pari unqua non ebbe.
Se generato d’una diva madre
Tu lui vinci di forza, egli di regnoTe vince, o figlio^ e imperador di squadrePiù numerose, più d’onore è degno.
Deh calma, Atride ( io son che prego, io padA te pure d’amor), calma il tuo sdegno:Pensa che Achille in cosi forte impresaE di noi tutti principal difesa.