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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

Alme più forti non inulina la terra:

E forti essendo, commeltean co’ fortiMontanari Centauri orrida guerra,

E immani di quei mostri erari le morti.

Dal confin che il paese apio rinserra,Partendomi e da Pilo a’ lor conforti,

Con questi io spesso a conversar n’ andavaE secondo mie forze anch’io pugnava.

Ma de’presenti nessun uom, quantunqueValoroso,-tener potria lor fronte.

Pur davan essi ascolto al mio qualunqueDetto con voglie obbedienti e pronte.

E voi pur anco m’obbedite adunque}

Che l’obbedirmi or giova:, e fine all’onte.Deh! tu, comunque sii possente, o sire,Non voler la fanciulla a lui rapire.

Degli Achei la fanciulla è dono eletto,

E premio di sudor sparso in battaglia.

Abbi dunque, signor, abbi rispettoA tutto il campo, e il suo voler prevaglia.E tu, grande guerrier, non dar di pettoA un re cui nullo di grandezza eguaglia,

A un re cui Giove di tal gloria crebbe,

Ch’ uom scettrato la pari unqua non ebbe.

Se generato d’una diva madre

Tu lui vinci di forza, egli di regnoTe vince, o figlio^ e imperador di squadrePiù numerose, più d’onore è degno.

Deh calma, Atride ( io son che prego, io padA te pure d’amor), calma il tuo sdegno:Pensa che Achille in cosi forte impresaE di noi tutti principal difesa.