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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

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Sbucano d’un oscuro antro segretoLe fameliche lupe, e le crudeliUgne spiegando, arrestano la fugaDi mansueta antilope, che cadeSenza mettere un gemito, un singulto}

Così quell’ indifesa giovinettaCadde senza lamento entro la nave.

Dell’orrendo spettacolo s’avvedeIl buon servo fedele, ed accorrendoCon altissime grida alla mai-ina,

S’abbandona nell’ acque, indi, com’ eraNotator vigoroso, apre e combatteCon l’una mano l’affollar dell’onde,

E stringendo coll’altra una pendenteGomena , vi s’avvinghia, e su la proraBalza d’un salto. Il rapitor distrinsePer tre volte l’acciaro, e per tre volteGli sfuggì, nell’accolta ira, di mano.

Ma da tanta pietà quella spietataMente commossa, temperò lo sdegno,

E perdonando le canute chiome,

Lo francò della vita e lo disposeA rivocar nella svenuta donnaL’ anima oppressa che fuggir parea.

Udì le disperate urla del vecchioIl tradito signore, e rumandoAlla vedova spiaggia c fieramenteSollevando la voce, ampio tesoroPromettea pel riscatto. E già redentaDalle offerte ricchezze, egli speravaRivederla, abbracciarla, e gli sembravaGià divolgesse la fuggente antenna}

Ma ruggendo ingrossò per subitanoImpeto l’onda, e le gonfiate veleRapide dileguavo alla sua vista,

Come dilegua un bianco nuvolette