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TRADUZIONI VARIE
Per gli azzurri (lei cielo ultimi seni.
E già l’alterno variar dell’ astro ,
Che di modesto albór la notte allegra,Rinnovellava dell’ argenteo cornoSette volte la luce, c vanamentePer le vicine barbare contradeDi Matilde ei chiedea} nè la promessaDi larghissimo prezzo lo condusseSugli amati vestigi. Alfin la nubeChe ravvolgea quell’infelice eventoIl pio vecchio disperse. Ugo segretaVoce gli diè che in Tunesi costrettaDel feroce Dragutte alla possanzaLa sua donna gemea, che già maturaD’un pargoletto, in breve ora di madreSi doma, sventurata! al caro nome,Che pativa ineffabili sciagure,
Fuor di tutta sjicranza c di soccorso.
Alla fiera novella impallidivaL’infelice marito, e per le veneE per l’ossa diffuso un brividioLo stringea lungamente. Or l’oricalcoTona nella sopita anima sua,
E del prisco valor desta le fiamme.
Con accese pupille egli s’avanza,
E raccoglie i guerrieri e i naviganti,Disegnando lor veci, entro le navi.
Ma più mai non udrà della festanteTurba l’applauso, nè più mai la fronteE le care pupille e il sacro acciaroBacierà dell’ amato genitore !
A. MAFFEI.