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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

PRIGIONIA DI MATILDE

Canto VII, (lai verso !\z5 al 5i2.

Mentre ognun si raccoglie, armi fremendo,Al suo vessillo, il perfido DragutteTutto solo e turbato alle segreteStanze ne vola di Matilde. Ahi lassa!

Quanti affanni in quel cor! Siccome rosaCui del ridente aprii 1’ aura accarezzaDilatando del vivo ostro natioLa meraviglia, un tempo ella fu lieta}

Ed or, qual giglio a cui la brina uccideLe più tenere foglie, il delicatoVezzo languisce di sue forme, e morteAnzi tempo le coglie. Il dì funestoChe dall’amato sposo la disgiunse,

Non antivide, ohimè! la dolorosa,

De’ futuri suoi danni il più crudele,All’infermo simil che nelle vampeDella febbre affatica di fantasmiSpaventosi la mente, e non sa quantaPiena di duol l’attende risolutoDa quell’incendio, ed in letal gittatoAffannoso languor. Venuta in forzaDi Dragutte la misera, tremando,

Già seco presentia l’orrendo estremoDel disonor. Ma quando il sozzo labbroDel barbaro ladron le fe paleseIl turpe degli ardenti occhi desio,Annunziando che, deposto il pesoDel casto grembo, all’ abborrito onoreDe’ suoi talami assunta ella saria,