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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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Scosse il capo la donna, e ili questi accentiMesta riprese: Come la colombaCòlta ed uccisa da crudel saettaLascia vedovo il nido, a simil guisaDal deserto mio cor fuggì per sempreDella speme il conforto, e più non torna.Poscia il guardo in pietoso atto levando.Sciamò: Signor, sia fatto il tuo volere.

E sì dicendo da’bei rai più largaDelle lagrime sue l’onda scorrea.

S’ode in questa un fragor. PrecipitosoCome demonio innanzi a un SerafinoLe si presenta il fìer Dragutte, orrendoPiù che pria per la piaga onde pocanziDi Toledo il valor l’avea percosso.

Tremò la mesehinclla, c colle maniSi fe velo alla faccia. Ed ei la voceCon feroce sorriso alzando, Oli! disse,

Tu piangi, ed hai vicino il tuo diletto?

Io nella mischia l’ho ferito al tergo5E spiccato gli avrei dal busto il capo,

E gittato a’tuoi piè, se alla mia spadaNon l’involava una codarda fuga.

Un’infiammata porpora coperseA quella mite sofferente i gigliDelle tenere gote. Ella che primaGli occhi a terra volgea pietosamenteDi lagrime ripieni, or li rialzaDi nobile disprezzo sfavillantiContea il tiranno in atto altero, e tace.

In più furore il barbaro s’accese.

E ti credi, gridò, forse ne’tuoiVaneggiamenti, che alfin vinto io debbaAlla tua Croce soggiacer? Superba,

Stolta credenza! Ove ciò pure avvenga,

Pria che Toledo a me ti strappi, io stesso,