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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

Il giuro, io stesso di mia man ti sveno.

Disse, e ratto partì. Nel suo fedeleFiso gli occhi Matilde, e al cicl levando'Affannosa le palme : Oh dio ! proruppe,

Dal ferro d’un ladron ferito a morte!

E ferito alle spalle! ahi che m’è toltoSul suo labbro esalai’ 1’ anima mia !

Guatossi Ugo d’intorno, e in suon sommesso,Non dar fede, le disse, al menzognero.

Se appressato si fosse al fulminanteBrando del tuo signor, sarebbe ei vivo?

Fa cor: s’appressa della luna il pieno,

Che a te propizia, per sentieri ombrosiVerso l’antro del bosco, la tua fugaIlluminar dovrà: poni ogni tema.

Pronto è il battello che di là dal lagoT’adduca in salvo fra le aperte bracciaDi Toledo . — E tu, disse intenerita,

Tu lasciarmi vorrai, servo fedele? —

Girò quegli confuso il guardo intorno,

Poi riprese sommesso: — In ogni latoVegliar non vedi del tiranno astutiEsploratori? Ad ingannarli io restoFino al seguente albór: poscia di chetoTi seguirò. — Sì disse^ e frettoloso,

Cagion fingendo di diversa cura,

Involossi. Tremoline ella, e ristette.

Di quel fido il magnanimo disegnoGià divinato avea nel suo segreto.

V. MONTI.