4o4
TRADUZIONI VARIE
Il giuro, io stesso di mia man ti sveno.
Disse, e ratto partì. Nel suo fedeleFiso gli occhi Matilde, e al cicl levando'Affannosa le palme : Oh dio ! proruppe,
Dal ferro d’un ladron ferito a morte!
E ferito alle spalle! ahi che m’è toltoSul suo labbro esalai’ 1’ anima mia !
Guatossi Ugo d’intorno, e in suon sommesso,Non dar fede, le disse, al menzognero.
Se appressato si fosse al fulminanteBrando del tuo signor, sarebbe ei vivo?
Fa cor: s’appressa della luna il pieno,
Che a te propizia, per sentieri ombrosiVerso l’antro del bosco, la tua fugaIlluminar dovrà: poni ogni tema.
Pronto è il battello che di là dal lagoT’adduca in salvo fra le aperte bracciaDi Toledo . — E tu, disse intenerita,
Tu lasciarmi vorrai, servo fedele? —
Girò quegli confuso il guardo intorno,
Poi riprese sommesso: — In ogni latoVegliar non vedi del tiranno astutiEsploratori? Ad ingannarli io restoFino al seguente albór: poscia di chetoTi seguirò. — Sì disse^ e frettoloso,
Cagion fingendo di diversa cura,
Involossi. Tremoline ella, e ristette.
Di quel fido il magnanimo disegnoGià divinato avea nel suo segreto.
V. MONTI.