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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

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LA FUGA DI MATILDE

Canto Vili, verso 85.

D’oscuro vcl copria la notte il mondo,La da gran tempo sospirata notteDel bello istante cheta annunziatrice,

Che della tonda luna al raggio amicoDi cara libertade e di celesteGaudio in Matilde avea messa lusinga.

O sventurata! Quell’istante giunse,

Ma ratto il gaudio dileguosSi in pianto.

Per ombroso v'ial di bel giardinoDi torreggiatiti mura incoronato,

Che sino al lago si stendea, solettaNella dolce quiete della seraSolca prender Matilde alcun diportoAlla triste sua vita. Ivi piangendoConfidava alle piante i suoi martiri;

E le piante parean alla meschinaConforto susurrar. Narrava ai fioriLe sue sventure; e le copiose stilleDe’ begli occhi cadean lucenti in senoAi calici odorati. Il suo lamentoSomigliava la voce a primaveraDi Filomena. All’ imbrunir nessunoQuel viale appressai- s’ardia, temendoPena di morte. Il solo Ugone, in cuiPiù che in altri Dragutte avea fidanza,Ugone ei solo in sicurtà poteaApprossimarsi alla solinga afflitta.

Poco prima vicino alle temuteMura contesto avea poveramenteMonti. Poesie varie. aG