TRADUZIONI VARIE
Latebre della rupe, non per ancoSgomentano l’estrema ora di morteAlla misera donna, e non ancoraDelle ciurme feroci il giuramento,L’ululato de’vinti e l’indistintoGemito de’ cadenti e de’ morentiLa conduce a tremar per ogni vena.
Alla stupida pietra, alle deserteVolte della spelonca ella palesa,
Da mortai non udita, il suo dolore.
Occulta a tutti per l’attenta curaDel suo fcdel, l’afflitta ivi riparaSulla vile gramigna, e la circondaDella notte deserta il muto orrore.
Alto duol, tema c disperanza il pettoLe straziano a vicenda. Ella soventeSviene e cade, e più fiero, risensando,
La travaglia dolor. Deh chi soccorreLa sconsolata in questo ultimo pianto ?
Ed ecco per lo bujo antro librarseSul capo alla dolente un gran fantasma,La superba di Roma , l’animosaMadre de’ Gracchi. Il solido macignoLa ricevette permanendo unito,
Come nitido vetro il sol riceve.
Commossa alla pietà di quel lamentoLa gran larva i vaganti occhi rigira,Sperando ivi traesse un qualchedunoPietoso e soccorrevole } ma vanaLa speranza tornò : mute del giornoErano l’opre, la città remota,
Derelitta la selva. Ella, siccomeMagnanima ed avvezza alle sventure,
In atto di soccorso le ginocchiaChina, c sostien pietosa all’infeliceL’amato capo ornai grave di morte.