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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

Latebre della rupe, non per ancoSgomentano l’estrema ora di morteAlla misera donna, e non ancoraDelle ciurme feroci il giuramento,L’ululato de’vinti e l’indistintoGemito de’ cadenti e de’ morentiLa conduce a tremar per ogni vena.

Alla stupida pietra, alle deserteVolte della spelonca ella palesa,

Da mortai non udita, il suo dolore.

Occulta a tutti per l’attenta curaDel suo fcdel, l’afflitta ivi riparaSulla vile gramigna, e la circondaDella notte deserta il muto orrore.

Alto duol, tema c disperanza il pettoLe straziano a vicenda. Ella soventeSviene e cade, e più fiero, risensando,

La travaglia dolor. Deh chi soccorreLa sconsolata in questo ultimo pianto ?

Ed ecco per lo bujo antro librarseSul capo alla dolente un gran fantasma,La superba di Roma , l’animosaMadre de’ Gracchi. Il solido macignoLa ricevette permanendo unito,

Come nitido vetro il sol riceve.

Commossa alla pietà di quel lamentoLa gran larva i vaganti occhi rigira,Sperando ivi traesse un qualchedunoPietoso e soccorrevole } ma vanaLa speranza tornò : mute del giornoErano l’opre, la città remota,

Derelitta la selva. Ella, siccomeMagnanima ed avvezza alle sventure,

In atto di soccorso le ginocchiaChina, c sostien pietosa all’infeliceL’amato capo ornai grave di morte.