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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

Ma quella, oppressa di subita doglia,Spone dal grembo il faticoso incarco,

E così vinta nel dolor com’era,

Lo raccoglie sul petto, ed in devotoAtteggiamento il Trino-Uno invocando,Della sacra lo asperge onda lustrale.

Allor di più profonde orme di morteLe si stampa la fronte : i moribondiLumi solleva ^ e il cor più e più lentoBatte, e già posa. Allor dall’affannatoTerreno ingombro l’Angelo di DioLa bell’alma discioglie. Ella sospesaSovra l’ali d’amor, pria che il gran voloAll’amplesso divin la ricongiunga,

Volge l’ultimo sguardo al suo mortaleCarcere, ond’ esce allegra pellegrina,

E vede ed ode sulla nuda pietraIl digiuno fanciul che vanamenteChiede gemendo il fonte della vitaDalla fredda mammella. A quella vistaPiovve dirotto della madre il pianto,

Ma pianto di dolcezza! O te beata!Questo succiso tuo germe gentileDilaterà le benedette foglieNei giardini di Dio , fatto immortaleDi bellezza impassibile ! SoaveCome raggio di sera infra l’esanguiBraccia ci tramonta, e la seconda vitaTutto il rinnova di celesti rai.

Così divampa rapido 1’ asfaltoA cui della morente esca trapassaPoca favilla a suscitar le forzeDel sopito elemento : indi siccomeDue chiare onde gemelle d’una fonteDerivate ad un tempo ed avviatePer diverso cammino alla discesa,