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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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Questa subita voce allor s’uch'o:

Ti rallegra, o Cornelia! verrà tempoChe a te piu - sonerà per le beatePiagge lo squillo dell’Eterno Amore.

Come roseo mattino in Oriente,

Poggia intanto Matilde, e si riposaFra i torrenti di luce onde rifulgeNel vivo centro dell’empirò un astro

Clic del lume di Dio più s’innamora.

A. MAFFFJ.

TOLEDO TROVA MATILDE MORTANELLA SPELONCA

Canto IX, verso 617.

Qual l'ioncssa clic lasciato avendoNella petrosa tana i l'ioncini,

Se all’orecchio le vien della panteraIl lontano ruggir, presta ritorna,Piantasi innanzi al covo, e nell’invittaSua robustezza e nel gran cor fidando,La già vicina sua nemica aspetta}

Tale animoso si guatò d’intornoToledo, così tutto in sè sicuro ,

Che fronte a mille spade ayria tenuto.Con Currado giù salta della sella,

E tremante d’amore e di desio,

Alla bocca dell’antro il fulminanteBrando depone. Il cor non presentiaIl doloroso appressamento ancoraDella sventura. Colla fida aitaDell’amico levò, spinse di forzaAnsando c rotolando il grave massoChe le fauci chiudea della spelonca.Sgombro l’entrar da tutti impedimenti,