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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

S’apersc ampia la grotta, ed ci discese,Matilde, alto chiamando, oh mia Matilde!

E non rispose al suo chiamar che cupaPer la muta caverna eco funebre.

Terribile silenzio! Irti, siccomeDell'istrice gli strali, alzarsi in capoAl misero i capelli: un grido miseDi teri’or. Curvo innanzi si sospinge :

Le man giunte alla fronte, oltre riguardaCon immote pupille} e vede, ahi vista!

Vede la moglie esanime distesaSulla terra, e per sempre addormentatoSul caro seno della madre il vagoSuo bambinello, come fior dal morsoD’acuto gelo in su l’aprirsi ucciso.

Scolorossi, impietrò, chiuse le ciglia,

«E cadde come corpo morto cade.

r monti.

LA SEPOLTURA DEGLI SPOSI

Cauto XII, verso 33o.

Stretto d’angoscia il cor, si fe vicino,

E girò l’occhio Ugon dentro le fileDell'antiguardo, nè raggiar più videDel suo Toledo il rilucente elmetto,

Non più la spada folgorai-, spaventoDe’ nemici. Ma spinto innanzi il guardo,Che cor fu il tuo, che senso, o miserandoVecchio, in veder lui stesso insanguinatoE morto nella polve, e morto secoDegli amici il più fido? A somiglianzaDi due lattanti lioncin che fieraUna tigre svenò, mentre lontana