TRADUZIONI VARIE
S’apersc ampia la grotta, ed ci discese,Matilde, alto chiamando, oh mia Matilde!
E non rispose al suo chiamar che cupaPer la muta caverna eco funebre.
Terribile silenzio! Irti, siccomeDell'istrice gli strali, alzarsi in capoAl misero i capelli: un grido miseDi teri’or. Curvo innanzi si sospinge :
Le man giunte alla fronte, oltre riguardaCon immote pupille} e vede, ahi vista!
Vede la moglie esanime distesaSulla terra, e per sempre addormentatoSul caro seno della madre il vagoSuo bambinello, come fior dal morsoD’acuto gelo in su l’aprirsi ucciso.
Scolorossi, impietrò, chiuse le ciglia,
«E cadde come corpo morto cade.
r monti.
LA SEPOLTURA DEGLI SPOSI
Cauto XII, verso 33o.
Stretto d’angoscia il cor, si fe vicino,
E girò l’occhio Ugon dentro le fileDell'antiguardo, nè raggiar più videDel suo Toledo il rilucente elmetto,
Non più la spada folgorai-, spaventoDe’ nemici. Ma spinto innanzi il guardo,Che cor fu il tuo, che senso, o miserandoVecchio, in veder lui stesso insanguinatoE morto nella polve, e morto secoDegli amici il più fido? A somiglianzaDi due lattanti lioncin che fieraUna tigre svenò, mentre lontana