TRADUZIONI VARIE
La l'ionessa in corca erra (li preda;
E (jual rugge tornala alla speloncaSu i cari parti l’orba madre e geme,
Sì clic pietoso ne risuona il bosco:
Tal del misero vecchio era il lamento.Singhiozzando dicea: Dunque doveviTu qui morirti? qui nella remotaAffrica terra, dalla patria, ahi lasso!
E da’tuoi cari sì disgiunto, o caroMio desiderio? E tu dall’alta poppaDella reduce nave, ahi ! più le torriNon vedrai della reggia ove negli anniBisognosi d’ajuto il tuo fedeleUdì ’l tuo primo balbettare, e cullaDi sue braccia ti fea? Nè giunto in porloEia clic ti stringa trionfante al petto,Piangendo di piacer, l’augusto padre,
Nè la tenera sposa? ahi fato orrendo !
Essa già fu: quell’angelo già preseA miglior patria il volo; c tu ‘1 cor puntoD’amoroso desio tardo non fostiA seguitarla. Una medesima tombaDunque uniti vi copra, e non lontanaDell’amico riposi anco la spoglia.
Ciò detto, ai forti che il seguian, fe cenno.Sollevar sulle spalle i dolorosiL’Eroe che tante volte alla vittoriaGli avea nel campo dell’onor condulli.
Fero altrettanto di Currado, e muliSeguir piangendo il veglio all’erta rupe.Rimossero dell’antro il grave sasso,
Ne disgombrar l’aperta, c riverentiPosei’o a terra il lagrimato incarco.
Come il buon veglio di Matilde al fiancoVide composto il suo signor, rivoltoAll’angioletto, clic dormir parca