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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TRADUZIONI VARIE

La l'ionessa in corca erra (li preda;

E (jual rugge tornala alla speloncaSu i cari parti l’orba madre e geme,

Sì clic pietoso ne risuona il bosco:

Tal del misero vecchio era il lamento.Singhiozzando dicea: Dunque doveviTu qui morirti? qui nella remotaAffrica terra, dalla patria, ahi lasso!

E da’tuoi cari sì disgiunto, o caroMio desiderio? E tu dall’alta poppaDella reduce nave, ahi ! più le torriNon vedrai della reggia ove negli anniBisognosi d’ajuto il tuo fedeleUdì ’l tuo primo balbettare, e cullaDi sue braccia ti fea? Nè giunto in porloEia clic ti stringa trionfante al petto,Piangendo di piacer, l’augusto padre,

Nè la tenera sposa? ahi fato orrendo !

Essa già fu: quell’angelo già preseA miglior patria il volo; c tu ‘1 cor puntoD’amoroso desio tardo non fostiA seguitarla. Una medesima tombaDunque uniti vi copra, e non lontanaDell’amico riposi anco la spoglia.

Ciò detto, ai forti che il seguian, fe cenno.Sollevar sulle spalle i dolorosiL’Eroe che tante volte alla vittoriaGli avea nel campo dell’onor condulli.

Fero altrettanto di Currado, e muliSeguir piangendo il veglio all’erta rupe.Rimossero dell’antro il grave sasso,

Ne disgombrar l’aperta, c riverentiPosei’o a terra il lagrimato incarco.

Come il buon veglio di Matilde al fiancoVide composto il suo signor, rivoltoAll’angioletto, clic dormir parca