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NOTE
Felice me, se un cor diverso in pettoDato mi avesse, o gli occhi miei faceaCiechi al bel raggio <1* un fallace aspetto t
Ah I che mai rimirarti io non dovea,
Crudo idol mio; ma in quell’ amabil visoTanta fierezza chi temer potea?
Quel ritenuto lusinghier sorriso,
Quei lenti sguardi, quel parlar soave,
Quel dolce non so che di paradiso ;
Ecco 1’ armi omicide, ecco la chiave
Che il sen m’ aperse, e in nodi acerbi e reiTrasse le voglie mie legate e schiave.
Ma tu, tiranna degli affetti miei,
Che vuoi far di quel cor freddo c restio,
Se con chi t’ ama sì crudel tu sei ? •
Amar vuoi forse chi t’abborre ? Oh dio fChe d’ odiarti al pcnsier trema e rifuggePicn di ribrezzo il povero cor mio.
Forse, stoltaI seguir vuoi chi ti fugge ?
Ah! ch’io noi posso, e se lo tenta il piede,Amor l’arresta e ogni vigor nc strugge.
Perfidissimo tunnel alla mia fede,
Ai tormentosi affanni miei tu rendiQuesto premio inuman, questa mercede?
Perchè, iniquo, perchè pungi e raccendiUno spirto già domo, e in chi rigetta11 temuto tuo giogo arma non prendi?
Piglia V arco, o codardo, e la saetta,
Punisci la nemica d’ ambidui,
E congiungi alla mia la tua vendetta.
Versa in quella gelata anima i luiVoraci incendi, e trovi alle sue peneLa pietà che l’ingrata ebbe d’ altrui :
Arda senza conforto e senza spene ;
E il tuo foco le strugga a mano a manoE fianchi e nervi e fibre e polsi e vene.
Abi che contrario Amor ti prego invano IEgli è qui dentro, e d’atre fiamme armatoMi stringe il cor colla rovente mano.
All’ atroce mio duol lo sconsigliatoVoto perdona, e in pace alfìn morireLasciami, se v’ è pace a un disperato.
Qual moribonda face io già languire
L’ alma mi sento, già mi manca il core,
Già comincia la fronte a impallidire.
11 piè vacilla, un gelido sudore
Mi bagna il volto, e fosca mi si gettaL’ ombra sul ciglio d’ un eterno orrore.
Addio, care spelonche; addio, dilettaSelva romita : gli ultimi respiriDeh tu pietosa nel tuo grembo accetta I