NOTE
Deh che smarrita per sentier remoloMai non t*asserita, aerea pellegrina»
Qualrhe caverna di dirupo ignoto t
Non accostarti troppo alla marina ,
Ove sovente delle vaghe aurcttoFanno i venti crudei strage e rapina.
Tienti alle basse amene collinette,
E cerca di libar sol l’olezzantiCime de 5 fiori e delle molli erbette.
E finche a quella, a cui t’invio, davantiTu non sia giunta, non fermar giammaiLe invisibili al guardo ale volanti.
Tu certo non ancor conoscerai
L’ almo sembiante del mio ben ; ma molto »Per rintracciarlo, da girar non hai.
Ove l’aria è più pura, ove più foltoÈ il suol di rose in solitaria parte,
Ivi è la luce del gentil suo volto.
Ma pria, nunzia fedcl, di palesarteGuarda d’intorno con attento ciglioChe alcun non sia celato ad ascoltane.
Se un felice rivai con tuo periglio
Siede al suo fianco, e sola esser le vieta,
Di restartene indietro io ti consiglio.
Ma se posa alla fresca ombra secretaDi domestiche piante, ed al cocenteRaggio s’invola del maggior pianeta;
Tu non smarrirti allor, ma dolcementeTra ramo c ramo susurrando, e a leiVentilando la chioma leggiermente ,
Dille donde ne vieni, e chi tu sei,
E chi ti manda; e poscia ad uno ad unoDcponle tutti al piede i sospir miei.
Se amor gli assiste, se di tanti alcunoLe passa all’alma, se non bave un corePur di tutta pietà vóto e digiuno,
Vedrai velarsi d’ un gentil pallore
Le rosee guance, ed abbassarsi al pianoLo sguardo di sua doglia accusatore.
Dille allor che da lei svelto e lontanoViver oltre non posso, c disperatoLa morte invoco, c non l’invoco invano.
Dille ch’io muoio, che il suo nome amalo
Sempre ho sui labbri, e che pur fia sol questoL’ ultimo accento e 1’ ultimo mio fiato.
Felice me se annunzio sì funestoUna lagrima sola le richiamaD’amore al ciglio addolorato e mesto.
Stolto ! che dissi ? qual speranza o brama,
Qual dolce inganno mi seduce, e fuoraDi me medesmo a delirar mi chiama T