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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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NOTE

Ahi che superba del mio fato alloraEsulterà l’ingratal ahi che il primieroOdio in quel seno non è spento ancora 1Ah cruda! ah disumana! è dunque vero?

Dunque vuoi la mia morte? e in che t’ offeseIl mio cor, la mia lingua, il mio pensiero)Questa, o mia vita, è la mercè che atteseDa te finora l’amor mio? son questiSensi degni di grata alma cortese?

Di: qual colpa punita in me vorresti?

1/averti amata? ah no: se a coglier s’hannoPremii d’amor si acerbi e sì funesti,

Qual fia dell’odio il frutto? e quai sarannoL*alme infelici che del core un donoA prezzo sì crudcl farti ardiranno 7Ohimè! che pure a questo costo io sonoD’amor perduto, e se tu m’odii a morte,

Io t* amo anche ahborrito, e ti perdono.

E se a placarti, del suo fral le porteBasta clic alfin lo spirto mio disserri,

Oh per me dolce del morir la sorte !

Poco mi cale se lìufl v’ii chi SefrìCon benefica man l’ultima voltaQuest’ occhi afilitti, e il cener mio sotterri.Purché all* ira il mio ben fine una voltaPonga, allorquando il viver mio tramonto,Resti pur la mortai salma insepolta.

Io non farò preghiera al rio Caronte Perchè mi pigli sulla barca bruna ,

E presto mi tragitti oltre Acheronte.

Abbiasi un tal desio chi cosa alcuna

Quassù non lascia a sè diletta, e intantoScende agli Elisi a migliorar fortuna.

S* esser non lice all’idol mio da canto,

Che vaimi che l’inferno anco mi vogliaSuccessor di Minosse e Radamanto ?

Scarco tra poco della terrea spogliaInvisibile spirito vagante,

Immemor dell’antica aspra mia doglia,

Sull’ orma io vo* tornar delle tue piante,

O mia dolce nemica, e a te vicinoAggirarmi cangiato in Silfo amante.

O lungo un ruscelletto in sul mattinoA respirar i venticelli andrai,

Che rinfrescano il sole in suo cammino;

O per onor del tuo bel sen vorraiI fioretti raccor, che all’ improvvisoSotto il tuo piede germogliar vedrai:

Io sempre sarò tcco; cd ora il visoA lambirti leggiero e rispettoso"Verrò sull*ali d’ un* aurelta assiso;