NOTE
Ahi che superba del mio fato alloraEsulterà l’ingratal ahi che il primieroOdio in quel seno non è spento ancora 1Ah cruda! ah disumana! è dunque vero?
Dunque vuoi la mia morte? e in che t’ offeseIl mio cor, la mia lingua, il mio pensiero)Questa, o mia vita, è la mercè che atteseDa te finora l’amor mio? son questiSensi degni di grata alma cortese?
Di: qual colpa punita in me vorresti?
1/averti amata? ah no: se a coglier s’hannoPremii d’amor si acerbi e sì funesti,
Qual fia dell’odio il frutto? e quai sarannoL*alme infelici che del core un donoA prezzo sì crudcl farti ardiranno 7Ohimè! che pure a questo costo io sonoD’amor perduto, e se tu m’odii a morte,
Io t* amo anche ahborrito, e ti perdono.
E se a placarti, del suo fral le porteBasta clic alfin lo spirto mio disserri,
Oh per me dolce del morir la sorte !
Poco mi cale se lìufl v’ii chi SefrìCon benefica man l’ultima voltaQuest’ occhi afilitti, e il cener mio sotterri.Purché all* ira il mio ben fine una voltaPonga, allorquando il viver mio tramonto,Resti pur la mortai salma insepolta.
Io non farò preghiera al rio Caronte Perchè mi pigli sulla barca bruna ,
E presto mi tragitti oltre Acheronte.
Abbiasi un tal desio chi cosa alcuna
Quassù non lascia a sè diletta, e intantoScende agli Elisi a migliorar fortuna.
S* esser non lice all’idol mio da canto,
Che vaimi che l’inferno anco mi vogliaSuccessor di Minosse e Radamanto ?
Scarco tra poco della terrea spogliaInvisibile spirito vagante,
Immemor dell’antica aspra mia doglia,
Sull’ orma io vo* tornar delle tue piante,
O mia dolce nemica, e a te vicinoAggirarmi cangiato in Silfo amante.
O lungo un ruscelletto in sul mattinoA respirar i venticelli andrai,
Che rinfrescano il sole in suo cammino;
O per onor del tuo bel sen vorraiI fioretti raccor, che all’ improvvisoSotto il tuo piede germogliar vedrai:
Io sempre sarò tcco; cd ora il visoA lambirti leggiero e rispettoso"Verrò sull*ali d’ un* aurelta assiso;