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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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NOTE ALLA SATIBA II.

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nio da poter dare molta speranza di retribuzione agl’interessati loro di-voti. La superstizione non indora la barba a’poveri semidei, a’numi dibraccio corto. Sono perciò dell’avviso di quegli eruditi che nel fratresahenos intendono gli Dei tutti generalmente presi.

V. 72. magni Messalcs lippa propago?

Cotta Messalino, figlio del celebre M. Valerio Corvino Messala che ,dall’esser proscritto, divenne amico e favorito d’Augusto , fu vizioso so-lenne. I poeti latini usarono , come qui Persio , figuratamente il nomedi Messala a significare qualunque nobile e ricco grande.

V. 75. litabo.

Litare significa propiziare gli Dei con tenui sacrificj. Tali si erano leofferte di farro, di cui scrvivansi i poveri in difetto d’incensi e di vit-time. Conclude adunque santamente il poeta, che un tenuissimo olocau-sto fatto, come dice Dante ,

Con tutto il cuore, e con quella favellaCh’ è una in tutti,

è più accetto alla divinità, che qualunque magnifico sagrificio accompa-gnato da sporca coscienza. In questi splendidi donativi fatti all’ altarePersio non sapeva vedere che un espresso oltraggio alla divina Giustiziariputata venale e placabile a prezzo d’oro.

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Mosti. Poesìe varie.