NOTE ALLA SATIRA TERZA
Sotto il personaggio di stoico pedagogo riprende Persio severamentela gioventù , che superbendo per ricchezza e per nascita , trascura lostudio della morale filosofia, e consuma miseramente il fior degli anninella dissipazione e nella pigrizia. La satira è di genio tutto drammati-co, come la prima, ma di ben altra importanza.
V. q. Unus ail comilum .
Questa breve parentesi, inutile adatto in forza dell'introdotto dialogo,è stata ommessa nella traduzione.
V. 8. Turgescit .
Da questo turgescit fino al guttas è Persio che parla, e ne fa unabella pittura dei sotterfugi che va trovando il ragazzo per non istudiare.V’ha interpreti che pongono questi versi or in bocca del giovine ed oradel pedagogo, mutando il finditur in Jìndot-j utj e il queritur in queri-mur. Ma il migliore de’ commentatori, il buon senso, grida che in tuttaquesta tirata non v’ è sillaba che rigorosamente convenga a verunode’ due.
V. io. . . . bicolor positìs membrana capillìs ,
I fanciulli nelle scuole usavano per iscrivere delle membrane, anzi-ché delle tavolette incerate. E queste membrane erano di due colorijcioè internamente bianche, ed esteriormente, vale a dire dalla parteond’erano stati rasi i peli (detti qui per similitudine da Persio capilli ),di colore di croco.
V. 28. Stemmate quod Thusco ramum millesime ducis ,
La maggior parte delle più antiche famiglie di Roma traeva originedalla Toscana. E quando Orazio , dice il Monnier, vuole lusingar Mece-nate sulla sua nascita, lo fa discendere dagli antichi re dell’Etruria :
Mteeeuas atavls edite regibus.
Od. I, lib. I.
Non quia, M;ccenas, Lydorum quidquid Etruscoslncoluit fincs, nomo generosior est te, ec.
Sat. VI, lib. 1.
Persio , prosegue lo stesso Monnier, batte qui di passaggio l’orgoglio dique’ nobili che gonfi del merito de’ loro antenati non si curano di acqui-starne eglino stessi.