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NOTE
in significato di contentamento e soddisfazione? La miseria minacciatadall’avarizia non fa ella a calci con questo senso ? Non è egli evidenteche contentus è qui participio non di contineo, ma di contendo? Valeadunque forzato, stirato, ridotto al sottile.
V. 161. Dave, cito,, .
Davo è nome di servo. L’ esempio poi di un vizioso che pcntesi dimala fede, è tratto da Menandro nell’ Eunuco, siccome avverte l’anticoScoliaste. Terenzio ha imitata in latino quella commedia, ma non haconservato i nomi. Cheresestrato il giovane, che in Menandro dice volerabbandonare l’amore di Criside, è divenuto Fcdria in Terenzio , Cri-side è mutata in Taide, c Davo in Parmenone. La commedia di Me-nandro è interamente smarrita, e può vedersi il principio dell’Eunuco diTerenzio .
V. iGg. . . . Solea . rubra.
La pianella sul viso è stata e sarà sempre un’ arme comodissima perle donne in collera coll’ amante. Giovenale consiglia di adoprarla soprale natiche: et solea pulsare nates. Ma io sto per Terenzio clic la crededi miglior effetto sul viso: Vlinam tibi commitigari videam sandalio caput.
V. 174. • • • nec nunc .
Qui pure gl’ interpreti vanno d’ accordo come un sacco di gatti. Ep-pure il senso mi par si netto e visibile! Né io voglio tacere l’inopinatoe peregrino sentimento che ne vien dopo, poiché lo veggo a tutti sfug-gito. Persio va trascorrendo le diverse classi degli uomini in cerca d’unlibero, e non vede per tutto che schiavi. Gli capita finalmente un Davo,un miserabile servo, che pieno d’onore e di fedeltà si studia di svol-gere da una tresca amorosa il padrone ; ed ecco, esclama subito Persio ,ecco V uomo libero eh’ io cercava. Questo trovare la libertà non fra losplendore delle dovizie del grado, ma fra i cenci della povertà virtuo-sa , mi sembra idea nobilissima e consolante. Ella solleva la condizionedel misero che la fortuna ha condannato a servire, c lo vendica deglioltraggi che fa l’orgoglio ricco e potente alla virtù bisognosa.
V. 175. . . .festuca .
Vedi prima la nota al v. 88 . Dopo che lo schiavo aveva ricevuta dalpretore la libertà col tocco della bacchetta, il littore anch’csso pcrcotc-valo sulla testa con una festuca, 0 fuscello di legno, o altro che fosse ,e cosi finiva La manomissione. Di tutte tali cerimonie Persio ricorda lapiù ridicola, onde più giustamente beffarsi d’una libertà cosiffatta. Forse,c senza forse, questo frizzo gli è stato suggerito da Plauto : Quid ea?ingenua, an festuca facta ? serva, an libera ?
V. 177. Pigila, .
E l'ambizione che parla al suo candidato, esortandolo ad accattarsicon abbondante largizione di legumi al popolo una magistratura, c ciò