ALLE POESIE VARIE
Per le nozze Paolucci-Mazza.
(1789)
I.
Finché l’uom la desia, leggiadro oggettoCerto è la donna, e cosa alma e divina;Ma nel possesso il ben cangia d’ aspettoMuore la rosa e vi riman la spina.
Il verace dell’anima diletto
Nella ricerca del piacer s’ affina ;
Quindi prodigo Amor tosto è negletto;Quindi la noia col gioir confina.
Sopra il talamo tuo, sposa prudente,
Scrivi queste parole, e, fra le bracciaDell’ amato garzon , n’ empi la mente.De’tuoi tesori avara esser ti piaccia;
E pensa che colei presto si pente,
Che tutto accordi e desiar non faccia.
IL
Restati in pace, Apollo . Ove sinceriVersa i diletti l’aurea Citerea ,
Che importano a due sposi i lusinghieriPoeti, e la gentile arte febea?
Fra le sidonie mense, e fra i bicchieriDolce il crinito Jopa inno sciogliea*;
Ma ne’primi d’amor caldi pensieriVolgean ben altro in cor Dido ed Enea.Oh rossor delle Muse ! Erra e ribolleTutto il nume di Cipri ad ambiduiGli sposi per le sciolte arse midolle :
E sul talamo intanto i carmi suiRiversa il vate inesaudito, e folleCantor digiun delle dolcezze altrui.
.Cilhara crinitus lopas
Personal aurata.