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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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APPENDICE

IVr le nozze Ronclinelli-Gnudi.

(1782)

Che fai, santo Imeneo , che pei sereniSpazi dell’aria a noi tosto non scendi?

Tu i solleciti amanti ardi, tu prendiLe ritrose fanciulle, e le incateni.

Vieni, cara d’amor speme, deh! vieni,

E del tuo foco il garzon vago accendi ^

Ma in rimirar la gentil sposa attendi,

Che te non vinca, e prigionier non meni^

Che simil fiamma, e così fiero e tanto

D’amore incendio altra giammai non mosse,Come costei che il mondo arder potrebbe ;

Nè apparve tal colei che doglia e piantoAlle Dardanie spose un giorno accrebbe,Benché nata di Giove ella già fosse.

N

Pel cardinale Romualdo Braschi Onesti ,nipote di Pio VI , nel giorno della sua promozione.

<1786)

Prendi: venne il tuo dì. Giusta mercedeAbbian le tue virtudi, e giusto onore.Prendi: verace amor lento concede,

E mcn si mostra, più ragiona al core.

Cinto dell’ostro suo Roma ti chiede,

Roma nel plauso avara e nell’ amore :

Ma poi rammenta che alla patria sedeLa madre ti sospira e il genitore.

Altro non disse. Allor 1’ auguste goteAvvampar dolcemente, e molle intantoDi Pio fu visto il ciglio, e del nepote.

Eran presenti le virtù, che in cura

Ilan del sangue gli affetti^ e di quel piantoFecer tesoro, e sorridea Natura.