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APPENDICE
Fingi, o scultor, di sangue umano lordoSovra carro di foco il Genio Franco,
E congiurati in vergognoso accordoTerrore e Crudeltà gli stiano a fianco.
Ai preghi, ai pianti, alla pietà sia sordoIl ferreo cor di stragi unqua non stanco.Roti la spada il braccio destro} e ingordoAll 1 oro slanci e alle ruine il manco.
Sotto il piè vincitor l’iniquo premaGiustizia e Umanità^ veli sua fronteReligione per orrore, e gema.
Ritto abbia il crine, ed infocati gli ocelli,
E porti in petto queste note impronte:Son lo Sdegno di Dio} nessun mi tocchi.
Vincesti assai. Sul gèmino emisfero
Di mia gloria per te s’intese il suono :Risorta Italia allo splendor primiero,
Avrà da te novella vita in dono.
Tremante inclina al nome tuo 1’ alteroCiglio colei, che pose in mar suo trono:Balzata alfin dall’ usurpato imperoChiederà la superba il tuo perdono.
Del valor de’ Scipioni illustre erede,
Vedesti al lampo del temuto acciaroCadérti 1’ atterrita aquila al piede.
Ma non son questi i tuoi miglior trofei:
Quel eli’è di te più degno, e a me più caro,E la pace, che serbi a 1 figli miei.