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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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Appendice

Sullo stesso soggetto.

Di quel color che per lo sole avversoNube a sera si pinge, allor fu vistoDi tanta colpa vergognoso e tristoSubitamente tutto il ciel cosperso.

Quindi Riccardo’, ad Albi'on converso,

Ruggfa tai detti: 0 tu che a vile acquistoCalchi il mio trono, e rompi fede a Cristo,L’ira di Dio ti atterri, o re perverso.

E Goffredo e Tancredi in atto biecoFrancia e Italia guatando: Maladetto,Gridan, chi stringe per Macon la spada!

Poi vólti al Sire dell’ artoa contrada,

Seguian tutti osannando: Eroe diletto,

Va, pugna, e vinci: il Dio de’forti è teco.

Sullo stesso soggetto.

E teco i forti della Croce: a questiDi concorde voler ultimi accentiScintillar mille brandi, e le celestiBandiere alto spiegarsi ai quattro venti.

Già s’infìamman, già rugghiano roventiIn pugno a Dio le folgori} già prestiPiù che lampo discendono i lucentiBattaglieri: e tu, luna empia, cadesti.

Si, già cadesti innanzi a Dio } nè possaL’armi avran che l’Averno a tua difesaApparecchia nell’ anglica fucina.

Per la vendetta della Ci’oce offesa

Sta il Cielo, e tomba de’tuoi cani all’ossaEia la vorago dell’ egea marina !