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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

finirono alli sei di luglio, giorno in cui presi moglie. Tornodunque a farvi la mia richiesta per il p. Cardoni, e allafine del corrente mi permetterete di replicarla.

Che serve scriver tante cose inutili sulle Tratte , dellequali non è ancora uscito il chirografo? A suo tempo man-terrò quello che ho promesso. Voi non avete che una cosada pensare, ed io ne ho cento tutte diverse, c senza co-strutto , perchè porto la soma altrui, oltre la mia. Quindimi bisogna molt’ozio per iscrivere senza necessità. Abbrac-ciate per me la madre, e credetemi meno astratto, masempre il vostro affezionatissimo fratello, etc.

ALLO STESSO *

marzo 1794.

Ho ricevuto il bimestre di gennaro e febbraro, e ve neringrazio. Il vostro rallegramento mi figuro che sia perF agenzia che ho ottenuta dal cardinale Chiaramonti . Sequesto è il vostro pensiero, vi dirò che Dio dat nivem sicutlanam. Se, avendomi cresciuta famiglia, non mi avesse cre-sciuta ancora F entrata, sarei disperato. Siate pur persuasoche non spendo, nè butto, e che nulladimeno non ho tantod’entrata da mantenermi in livello colle spese. E non-ostante F entrata non è sì parca, perchè, tra certi e in-certi , giunge al migliaio. Mia moglie non istà tanto male,ma le puzze, che in quest’aria sono mortali, hanno moltoabbattuto la sua forte salute, e gli occhi e la testa hannomolto patito. La medesima vi saluta} e tutti due salu-tiamo la madre, cui preghiamo della sua benedizione. Ama-temi, e credetemi sempre, etc.