LETTENE
ALLO STESSO
(*) Se finora non v’ ho scritto, potrete ben capire che lecircostanze non me l’hanno permesso. Ora che le Postesono ristabilite, vi darò brevemente le mie nuove. Qui sisono passati dei giorni pieni di gran pericolo. Dovete benfigurarvi eli’ io non sono stato senza la mia paura; mami ha fatto tremare , non la venuta dei Francesi , che sitemeva , ma questo popolo non abbastanza ancora tran-quillo o disingannato. Nel caso che Bonaparte si fosseportato qui, io poteva sperarne buona accoglienza, perchèso che egli era prevenuto della mia persona. Dagli uffi-ciali poi che qui si trovano presentemente, io ricevo dellepolitezze distinte, e il cittadino Marmont, aiutante di campodel generale Bonaparte, si trova in mia casa quasi tuttele sere. Il loro conduttore, destinato dal Papa per accom-pagnarli nelle conversazioni, è il signor Alessandro Falco-nieri , il quale darà loro dimani un pranzo solenne alla suaVilla detta la Ruffina in Frascati , e mia moglie pure saràdella compagnia. In mezzo a tutto questo , e alla calmaristabilita, io non vivo affatto senza timore di qualchesconcerto , perchè vi sono troppi fanatici. Aggiungete, chela mia salute non è stata mai perfetta , dacché mi guada-gnai nel passato agosto 1’ ostinato raffreddore , che tantomi ila fatto patire, e che tuttavia mi seguita. Facendosiogni giorno più seria la mia indisposizione, sono stato con-sigliato di mutar aria, ed intraprendere una cura esattissima.Il signor Duca voleva eh 1 io scegliessi il soggiorno di Na-poli ; ma non piacendo a me l’aria politica di quel paese,ho preferita quella di Pisa , ove m’incamminerò fra dieci
(*) Manca la data. Puossi nondimeno affermare che sia scritta sulprincipio dell’anno 1797, poco prima della conchiusione del trattato diTolentino. {V Editore.)
Monti. Epistolario.
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