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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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Da Bologna vi ho scritto, e non dubito che la letterari sia giunta. Non portava che 1’ avviso d’ essere stato li-berato dall’ azione forzata. Circa i miei affari con Fran-cesco Antonio, vi scriverò da Milano. Un saluto all’Arci-prete , a D. Santoni e a D. Checco. Vi abbraccio di cuore.

ALLO STESSO *

Milano , V) ottobre iSoa.

Ricevo, non so come, due vostre lettere tutte ad untempo due ordinarj dopo: e non tanto per gravissime oc-cupazioni del mio istituto, quanto per una dirotta pioggiache senza interruzione allaga Milano da quattro giorni, miè stato onninamente tolto di dare sfogo all’affare del nostroArciprete, tanto più che stando io d’abitazione assai lon-tano dal centro dei pubblici offlci, nulla posso operaresenza buon tempo. Il primo momento che cesserà , questomomento l’impiegherò in servizio di lui.

Non vi scrivo l’esito della mia tragedia (*), pei’chè nonamo la millanteria; ma senza esagerazione, Milano non hamai veduto spettacolo simile, onorato dalla presenza ditutti i primi magistrati, cominciando da Melzi, che quellasera per la prima volta ha posto piede in teatro.

Avete fatto male a dirigervi a Dionigi Strocchi perrimettermi il denaro che m’avete destinato. Egli è d’unapigrizia tale, che mi lascerà morir di fame prima che in-comodarsi a scrivere una sola riga. Prevaletevi piuttostodi Bragaldi, o di Conti, o cercate qualunque altro reca-pito. Una sola lettera, che vi accludo, vi farà comprendereche da lui solo potete sperar sollievo e rimedio ai malidel paese. Vi abbraccio, e attendo con impazienza ildenaro.

(*) Cajo Gracco.

(L’ Editore.)