LETTERE
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silenzio non dovete prender motivo di credermi imme-more degli amici, e specialmente di voi. I migliori fra gliamici non sono sempre quelli che ogni ordinario vi op-primono di lettere. Il nostro amore non ha bisogno diqueste deboli risorse per mantenersi vivo da una parte cdall’altra. Amatemi, e credetemi intanto, etc.
PS. Roma è sprovvista di nuove 5 aspetterò che nascanoper comunicarvele.
A DON AURELIO BERTOLA
Roma, 25 settembre 1779.
Egregio signor Bertóla. — Io non trovo termini sufficientiper ringraziarla del prezioso dono fattomi del suo Saggiosulla poesia alemanna. Io fui dei più solleciti a provedermidi questo libro quando fu pubblicato; ma adesso mi di-venta più caro, perchè mi viene dalle mani stesse del va-lente traduttore. Acciocché ella comprenda quanto maleio sconti le mie obbligazioni, le spedisco alcune ottaveuscite di fresco per le feste notturne del Principe Borghese.Non sono degne dell’ autore delle Notti Clementine ; mala botte, come suol dirsi, dà di quel vino che ha. Anche ilmio Saggio di poesie non meritava di comparirle davanti ;eppure il nostro signor abate Amaduzzi mi assicura deldi lei compatimento. Dunque ancora le ottave possonosperare la medesima fortuna , alla quale io vorrei che siaggiungesse anche quella della di lei amicizia. Io me necomprometto dalla somma gentilezza del p. Bertóla; eprendo perciò 1’ardire di sottoscrivermi Suo, etc.
PS. Mi è nota la grande amicizia di lei col signor Duca di Beiforte. La prego perciò di presentare al medesimo,a nome mio, una copia delle ottave che le trasmetto. Soche esso è fabbro valoroso di ottave, e il Cinto di Fe-