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LETTERE
nere ne ò una prova. Io stimo questo signore per granpoeta, e dovrei vergognarmi di fargli leggere una poesiacosì cattiva come la mia. Ma questa vergogna non mi èvenuta nell’ atto di mandarla al signor Bertela : dunquenon è dovere che mi venga adesso.
ALLO STESSO
E che mi scrivete voi mai, stimatissimo e valoroso miop. Bertòla? Io vorrei ben essere meritevole di tutte lelodi delle quali mi siete prodigo} ma sento di non esserlo.I miei anni sono scarsi, e più scarsi sono i miei talentie le mie cognizioni. Non trovo a mia disposizione altroche un gran coraggio ; ma questo non vale, se le forzedel core non corrispondono a quelle dello spirito. Io sonolontanissimo dal credermi capace di ristorare l’avvilitapoesia d’ oggidì} voi siete più atto di me a questa im-presa $ ma pure, quando si trattasse di liberare la poverarepubblica di Apollo dall’altrui tirannia, io sarei dei primiad impugnare le armi. Basterebbe il trovar qua e là qual-che Cassio e qualche Bruto , e poi gridar libertà. Se voivi sentite disposto ad una congiura, io son pronto.
Pur troppo io son già stanco di scriver versi sempre sufrivoli argomenti. Il componimento tragico è quello clicmi piacerebbe più di tutti} ma come appagare 1’ anticasmania che mi divora di scriver tragedie, se non ho maipotuto mettermi finora in calma lo spirito, costretto aperdere i pensieri in cose che nulla hanno che fare collapoesia ? Cento volte ho cominciato , e cento volte ho in-terrotto il lavoro. Figuratevi, dopo ciò, se io sono in istatodi accingermi alla versione della Messiade. A propositodella Messiade : e quando verrà fuori il secondo tomo dipoesia alemanna ? Sono impaziente di vederlo. Sto pureattendendo con ansietà le vostre campestri poesie. Saranno