LETTERE
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dolcissime c delicatissime, perchè sono del p. Bertòla.Non sono le prime che io ho lette su questo genere scritteda voi. Che innocenza di pensieri, che anatomia dellospirito umano ho trovato nelle medesime ! Ma io aspettodi parlarvene diffusamente quando avrò ricevuto il libretto,il quale non avrà forse altra macchia, che quella di farmenzione di me , se è vero quel che mi scrivete. Dareteall’ornatissimo signor Marchese Beiforte l’accluso foglio.Sono alcune strofette mal pensate e mal digerite in rispostaal suo grazioso estemporaneo.
Se avete piacere di prendervi spasso qualche volta collalettura di geroglifici d’Arcadia, vi servirò io. Tengo dellecose preziose , e me ne ricreo quando mi viene il timoredi essere un pessimo poeta. Mi servono di un salutaredisinganno.
Se volete qualche volta onorarmi di vostre lettere, ban-dite i complimenti, e imitate 1’ esempio di un vostro af-fezionatissimo amico e servitore.
ALLO STESSO
Roma, 3 dicèmbre 1779.
Un paragrafo di vostra lettera ad Amaduzzi, nel qualelo avvertite di dirmi che voi mi avete scritto , mi fasospettare con fondamento, che voi non abbiate ricevu-ta la mia risposta. Io la diedi subito il giorno dopo ri-cevuto il vostro foglio, e vi acclusi pure alcune strofepel signor Duca di Beiforte. Ma siccome io non fecibene la soprascritta, non sapendo che fosse necessariol’indirizzarla a Monte Oliveto Maggiore, lusingato chebastasse la sola direzione a Napoli $ così niente più facileche la lettera sia rimasta all’ufficio della Posta. Vi pregodi farne ricerca per mia giustificazione e vostra sicurezza.
Ho letto, ho divorato tutte le vostre poesie campestri cmarittime. Se è vero che ogni poeta, dipingendo gli altri,