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LETTERE
dipinge sè medesimo, voi dovete essere la più dolce compagniadel mondo. Quella delicatezza, quella innocenza di pensieri,d’immaginazioni, di similitudini, di colori m’incanta c miseduce.Il Sepolcro campestre, la Malinconia, la Vendemmia,il Modello d’Amore , la Stale} tutto in somma da capo a piediil libretto è aureo. Voi avete l’arte di obbligar la natura asomministrarvi dei colori e delle idee dalle cose più minute.In questa guisa si desta la sorpresa e la secreta soddisfazionedi trovarvi dentro la verità, quella verità cbe tanto piùt’innamora, quanto più è sparsa di novità. Io v’ invidioancora 1’ amenità del luogo che voi decantate nei vostriversi. Un soggiorno tranquillo, in cui non s’ascolta altravoce, che quella della natura, la quale vi parla per tantioggetti piacevoli, è il paradiso terrestre dei poeti. Aggiun-gete a tutto ciò la compagnia d’ un amico come Beiforte.
È molto tempo che io dimando al Signore una similefortuna, ma le mie preghiere non si esaudiscono. Io mi sentoin petto una fame di scriver tragedie, che propriamentemi uccide. Questa è la mia smania, e sono dispei’ato per-chè ho paura di morire prima di poter comporre una trage-dia. Pregate qualche volta i Santi per me, se avete nientedi familiarità coi medesimi, acciò mi liberino alquantodai bisogni che mi circondano, e dalle pestilenze d’Ar-cadia, ove bisogna perdere qualche volta la riputazioneper complimento. Addio.
PS. Mi rallegro con voi della nuova carica. Voi meritatetutte le fortune, ma le Muse non meritano che voi minac-ciate di abbandonarle. Spero per altro che senza scrupolosarete pronto a violare i vostri voti quando occorrerà.
Seconda PS. Eccovi un incomodo. Saranno ormai duemesi che io consegnai ad un Religioso Somasco un rotolodi alcune copie del mio Saggio da consegnare al libraroEmmanuele Terres, dal quale furono richieste ad un mioamico. Non so più nuova nè dei libi’i, nè del signor Emma-nuele. Mi farete voi il piacere di commettere a qualche-