LETTERE
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duno la briga d’informarsi che cosa sia successo di questorotolo? I miei ossequi all’incomparabile signor Duca Bei-forte. Pregatelo ad essere spesso liberale de’suoi versi adAmaduzzi. Così ne godrò ancor io.
Ritorno questa mattina dalla villeggiatura, e prendo su-bito la penna per rispondere al gentilissimo foglio di V. E.Il giudizio eh’ ella dà de’ miei versi e delle mie prose,oh quanto mi lusinga e mi seduce ! Sarei quasi tentatodi credermi qualche cosa, se potessi persuadermi che ladi lei bontà non vi avesse avuto alcuna parte. Ma io nonvoglio ricusare le lodi eh’ ella mi dà, per non metteremaggiormente in contribuzione la liberalità di chi me lecompartisce, e obbligarla a rinnovarmele per complimento.
Può ben credere V. E., che le lettere che sono sparse nelmio libro, non bastonano certamente alla cieca. Io ho avutodi mira qualche corruttore della buona poesia, e mi sareisicuramente levata affatto la maschera.... Siamo in tempidi troppa corruttela poetica, caro signor Marchese, ed ilParnaso italiano ritorna alla barbarie del seicento , se siprosegue di questo passo.... I miei anni sono troppo deboli,la mia riputazione è troppo piccola, gli aiuti troppo scarsied incerti \ ed io non ho di grande che il cuore , armainutile quando non viene maneggiata dalla forza. Intantostarò aspettando che una età più matura mi somministri,con 1’ aiuto della riflessione, vigore abbastanza da rom-pere le coi’na a qualche Vandalo di Parnaso. Mi continuiV. E. 1’ amor suo e la sua padronanza. L’ ab. La Barthele ricorda la sua servitù. Noi ci occupiamo spesso nellapiacevole ed utile lettura delle di lei opere, e gareggiamonel rilevarne le bellezze. Sono con tutto 1’ ossequio, etc.