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LETTERE
poi, ed è la maggiore di tutte, perchè quand’ anche 1’ avessi,non mi torna a conto il mandarvele. Non ricuso però di farviconoscere la Musogonia, ed anche la Feroniade, e in ciòdipendo dal vostro volere. Se vedete la Marchesa Sacrati,ossequiatela a nome mio ; e se qualche volta pei viali diZola v’ incontrate in Melpomene , salutatela, e ditele chesospiro di ritornare sotto i suoi vessilli } ma che il suopugnale non è fatto per essere trattato dalle mani di uncortigiano.
Addio. Vivete lungamente alla gloria d’Italia } e vivetequalche poco ancora all’ affetto del vostro servitore edamico, etc.
AI.LO STESSO
(*) Io avevo due figli eh 1 erano tutto 1’ amor mio. Uno èvolato al cielo, ed ha lasciato me in terra padre afflittissimoe inconsolabile $ l’altro mi sta male ancor esso, e Dio non permetta che la perdita ancor di questo metta ilcolmo alla mia disperazione. In questo miserabile statospero mi compatirete, se non ho risposto subito alla vostracarissima , e se rispondendo adesso son breve. Il signorDuca non abbisogna di eccitamenti per continuarvi la suaamicizia e la sua stima} ma voi stesso scrivetegli qualchevolta, ed abbiate la mia sicurtà che gli farete grazia epiacere.
In quanto al noto Privilegio di Messa, informatemidella distanza della vostra Gappelletta dalla Chiesa Par-rocchiale e dalla Capitale.
Vi lascio per seppellirmi nel mio dolore , che questavolta mi è più caro, che quello di scrivervi. Compati'Ami,se avete cuor di padre , ed abbiate per indubitato che inmezzo alle mie amarezze non cesso di essere il vosti’o, ctc.
(*) Manca la data. Sembrami però di doverla qui collocare; poiché nondovrebbe precedere che di alcuni mesi al più la seguente } nella qualetornasi a parlare del Privilegio per la celebrazione della messa.
{IS Editore.)