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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

ALLO STESSO

Roma , 21 settembre 1796.

Caro Amico. — Eccovi finalmente il rescritto per la cele-brazione perpetua della Messa nelle private vostre Cap-pelle . Voi lo dovete principalmente ai buoni offici del si-gnor Duca e del Marchese Gnudi, i quali hanno reso alPapa buona testimonianza della vostra savia condotta nellecritiche circostanze che hanno sconvolta la vostra patria.Nè v’ era speranza di ottenere la grazia per le vie ordina-rie , perchè dopo la rivoluzione bolognese ogni tribunaleè chiuso per i vostri concittadini : lo che per voi è statoanche meglio, perchè nulla affatto si è speso per il rescritto.

Tutto il mondo è in guerra, ma non parai che lanostra amicizia debba patirne} e nondimeno voi mi fatepatire col vostro silenzio. O ravviviamo adunque il nostrocarteggio, o aspettatemi in ottobre a Zola a darvi un ab-braccio. Sento che vi siete pacificato con Zacchiroli. Tantomeglio. Io imiterò il vostro esempio, e sarò terzo fra voidue. Le inimicizie tutte debbono essere passeggere, e lasola amicizia immortale, massimamente fra persone dilettere. A proposito di lettere, eccovi due sonetti (*), clicsenza meritarlo han dato molto che dire. Ma anche i versiadesso sono delitti. Vi abbraccio, e sono sempre, etc.

PS. Il mio padrone in mezzo ai suoi guai si ricordadella vostra amicizia, e vi saluta.

(*) I due Sonetti, dei quali qui parla il Monti, sono stampati in questamia collezione , uno che incomincia :

Libertà, santa dea, madre d'eroi, etc.a carte 21 del T. I, e l’altro:

Questi, che dalle vinte Attiche arene, etc.a carte 9 dell’Appendice alle Poesie varie che ho pubblicata unitamenteal T. HI. (L’Editore.)