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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTE I',E

A FRANCESCO ANTONIO MONTI

A FUSIGNANO

Roma, io novembre 1781.

Carissimo fratello. — Ho ricevuto dal signor Polzi scu-di 1 o5. Mi resta debitore di scudi 18 , quali era passatoquesta mattina in Segreteria per darmeli, e, non avendo-mivi trovato, ha lasciato detto clic tornerà. Vi ringrazioquanto so e posso , e sarò memore delle vostre compia-cenze. Non vi avrei chiesto tutto questo danaro, se nonavessi avuto bisogno di farmi abiti, provveder letto, bureau }commode, sedie e mille altre cose. Inoltre debbo farvinota una carità, della quale sono sì lieto, che in vita mianon ho provato miglior piacere. Ho fatto P elemosina discudi 3o ad una povera giovane vedova di circa trentanni,la quale essendo diventata inabile alla fatica di servire, eassalita essendo continuamente da mali organici, e da millealtri mali cagionatile dal pericolo e dal timore in cui sitrovò tempo fa di essere uccisa dal proprio figliastro, hadesiderato di passare il restante de’ suoi giorni nel Con-servatorio di S. Sisto. Oltre li trenta scudi ne ho spesialtri scudi 1 5 in provvederla di tutto il bisognevolej misono sprovveduto di calzette, di camicie e di un baule, enon le ho fatto mancar nemmeno gli agili da cucire. Questasi è saputa in Roma , perchè questa povera donna , e lepersone di quella casa in cui serviva, e dove io son solitopassare la serata, 1’ han pubblicata per tutto. Il Principemio padrone l’ha risaputa, e mi ha fatto mille elogi.V’assicuro ingenuamente che questa è la più bella di tuttele mie azioni, e che io non poteva collocare in anima piùsanta e costumata le mie elemosine. Questa poverettanon può campar molto, c presto andrà in cielo a pregareper me.

Il mio padrone mi consola, ha della somma bontà per