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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

ALLO STESSO

Roma , ai dicembre 1793.

Dopo dieci giorni di assenza da Roma , per cagione dicaccia col mio padrone , mi sono restituito ieri in città ,ove subito mi sono rifatto delle mie campestri fatiche collalettura della vostra carissima. Non vi parlerò della vostrarisposta al signor Duca , perchè potete immaginarvi il suogradimento : molto meno vi farò parola del piacere chemi cagiona il sentire la vostra piena soddisfazione nel-Favervi io politamente tolto dal ginepraio, in cui vi avevamesso più la vostra cordialità che F altrui importunità.Quel che mi preme di dirvi, si è, che voi sarete inte-ramente e diligentemente servito rapporto a Dante , e al-F Ode dedicatoria per F edizione del vostro Anacreonte .Siccome però mi trovo presentemente ingolfato nel quintocanto del mio Bassville } per cui mi tormentano da tutte leparti; così desidero mi prefìggiate il tempo, in cui preci-samente quest’ Ode vi è necessaria. Del resto io sono ilvostro poeta, e non cedo a nessuno questo privilegio.

Parlerò a Lamberti pel Petrarca , e spero che si recheràad onore questa incombenza. In quanto all’Ariosto , non vipotete diriger meglio che all’ abate Barotti.

Attendo con impazienza FAminta ; ma non occorrevache al pregio dell’ edizione voleste aggiungere anche l’al-tro della legatura, quando un semplice rustico mi sarebbepiaciuto assai più. In questa occasione ricordatevi chev’ ho pregato d’ un qualche esemplare delle mie poesie, dicui sono privo, e perdonatemi questa indiscretezza.

Vi prego d’ un saluto al nostro buon Pagnini, che amosempre quanto lo stimo, vale a dire moltissimo. Offriteancora la mia devota servitù alla vostra signora, che re-puto la più beata donna del mondo , perchè possiede ilmigliore degli uomini, e l’uomo del secolo. Comandatemi;