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LETTERE
Parlerò prima dell 1 accoglienza fattami da S. A. La me-desima in pienissima e pubblica udienza mi ha ricevutocon somma bontà, e con egual cortesia si è proflerto dispedire egli stesso a S. M. gli esemplari portatigli dellabella edizione, a cui S. A. e tutta la Corte eh’ era pre-sente, ha profuse le più gran lodi. E senza aspettare cheio gli muova discorso sopra di voi, egli stesso è entratoin questa materia , e mi ha ripetuto quanto ebbi già ilpiacere di significarvi nella seconda mia scrittavi da Milano e che mi venne partecipato dal signor Consultore Moscati,impegnatissimo nella vostra gloria, e nel procurarvi quellecondizioni e distinzioni che più saprete desiderare. A chiuderein poco questo lungo argomento, questo solo vi voglio dire,che il consigliarvi ed esortarvi ad accettare l’offerta che viverrà fatta, è un mostrarsi veracemente amico del vostrointeresse, del vostro onore e della vostra fama. S. A. vi ama,vi stima e vi desidera^ e purché qualche avaro demonio nontarpi le ali alle sue generose disposizioni, vivo sicuro chevoi e la nostra Ghitta, e tutti i vostri amici benediranno lavostra risoluzione. Ho gettato quel purché non senza mo-tivo. Il vostro Ai’borio , a dirla schietta, non mi soddisfadel tutto. So che vi ha scritta una lettera tortuosa. Leintenzioni sovrane al' contrario sono rettissime e sempli-cissime , e non attraversandole, riusciranno a fine assaimunifico e generoso. Ma ciò stia sepolto, come mero sospetto,nel vostro seno. Il tempo e la vostra presenza in Milano faran palese la verità. Intanto udite questa e fateci soprale vostre riflessioni. Tranne gli esemplari da me presen-tati al Principe, vale a dire cinque in foglio e diciotto inottavo, nè Dignitario, nè Ministro, nè Consigliere, nè altraautorità distinta nel regno , nessuno in somma ha avuto nètoccato il povero Bardo , e nessuno 1’ avrà, se noi paga.Tutte e tre le edizioni saranno esposte alla vendita : taleè il decreto. Se questo partito mi abbia rattristato, ve lolascio considerare. Soffoco nel cuore le riflessioni, e ilrispetto vietami le parole. Ma dopo tutto, voi stesso com-