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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

quelli che vi accludo (*). Io non gli ho pubblicati, ma sola-mente letti, e la sola lettura ha talmente disanimati costoro,che la maggior parte ha cercato di pacificarsi meco, ed hainterposto ogni sorta di mediazioni. Se vi verrà talentod’ aver tutta 1’ Iliade delle Satire e delle Apologie, lemanderò. Intanto godetevi quel poco che la carità poeticami ha suggerito. Vi prego però di non darlo fuori. Mibasta che lo facciate sentire.

Sono con tutto l’animo, e sempre col dovuto rispetto,il vero, ctc.

A MARIA GASP A RETTI

A FAENZA

Roma , 74 febbraio 1787-

Vi ricorderete, cortese ed amabile signora, avervi iopromesso di cogliere un fiore in Parnaso per le vostrenozze. Io ve ne offro dunque uno assai bello raccolto inGrecia j e voi ben sapete , che i più bei fiori delle Musenacquero sempre in quei terreni beati. Me 1’ ha recato dilà, non ha molto, il vostro e mio sig. abate DionigiStrocchi , che felicemente trascorse quelle contrade a solooggetto di conoscere più da vicino le vere sembianze diPlatone e di Omero \ ed ha voluto eh’ io medesimo neinfiori la sponda del vostro talamo, perchè abbiate uncontrassegno dell’esultanza d’ambidue in questa così bellaoccasione. La fragranza di questo fiore vi avvertirà , cheegli non ha punto perduto della sua freschezza nei peri-coli del viaggio. Degnatelo di un guardo fra la moltitu-dine di tanti altri, che i nostri poeti vi spargeranno d’in-torno per festeggiare il vostro imeneo 5 e gradite in essouna tenue, ma sincera espressione del mio giubilo, e delvero rispetto, con cui ho l’onore di rassegnarmi, ctc.

(’) Cioè il Sonetto coitalo : Padre Quirino, io so che a Maro e a Fiac-co, eie. ora stampato, e die leggesi nel tomo 1.® di questa collezione.

( L’Editore .)