LETTERE
I 06
ti so dire che dopo la tua partenza poco è mancato cheper una romanzesca delicatezza non abbia tutto troncato.Sono debitore a tua sorella d’ aver resistito alle mie so-lite tentazioni, ed evitato di rendermi ridicolo per compa-rire onesto. Or basta : ho detto Amen j e il tempo deci-derà se io abbia fatto bene o male.
Ti prego di abbracciare per me Moscati carissimamente.E sta sano. Etc.
PS. Se Poggi è in Lione, salutalo.
ALLO STESSO
(29 dicembre 1801.)
Il mio affare è stato diffinito in termini alcun poco dif-ferenti da quelli che t’ho già scritto, ma per mio avvisopiù decorosi. Ed ecco in che modo. Dopo tre Conside-rando giustificanti la convenienza e 1’ utilità della risolu-zione, il Comitato di Governo determina : i,° Il cittadinoMonti è invitato a presentare almeno ogni anno una Tra-gedia, etc .} a. 0 Viene assegnata al medesimo la gratifica-zione di cento zecchini per ogni Tragedia, etc.
In seguito io ho presentato il Caio Gracco , con unacorta lettera che verrà stampata in fronte alla Tragedia,e subito ho percepita la prima gratificazione. Di più si èdecretato che la stampa si faccia a spese pubbliche nelnumero di tre mila esemplari} cinquecento de’ quali, a miainsinuazione, sono rilasciati alla Società del Teatro Pa-triotico, perchè coll’ introito della vendita supplisca inparte alle spese della rappresentazione che in appresso sene farà. Non ti mando la mia lettera di risposta al Go-verno, perchè presto l’avrai stampata. Ti scrivo queste cose,perchè so che la tua amicizia vi prende parte, ed io nonfinirò mai di ringraziartene.