LETTERE
5
mente agli ordini che darai per impedire il disordine diche in essa si parla, e sarà bene che tu ingiunga all’Auto-rità qualunque siasi, a cui stimerai bene di commetternel’esecuzione, le ingiunga, dico, il precetto di consegnarladirettamente alla persona a cui è diretta.
ALLO STESSO
Mio caro amico. — Misererò mei secunduin magnanimiscricordiam tnam. Questa è 1’ umile preghiera che t’in-dirizzo per dimandar perdono del non averti mai scrittodacché sono partito. E giacché sono sul confessarmi, tidirò nettamente che neppur ora ti scriverei, se non fosseil bisogno di raccomandarti un egregio e valente mioamico, che in seguito sarà anche tuo, P avvocato PellegrinoRossi. Questo incomparabile giovine, che, absit verbo in-vidia , é di presente il miglior ornamento della bologneseGiurisprudenza, é compreso , e credo sia il primo, nelladupla spedita alla Direzione generale degli studi per lanomina alla vacante cattedra di diritto criminale nel Liceodi Bologna . Egli è amato, stimato, venerato e pe’suoi raritalenti e per gli aurei suoi costumi da tutta quella gentedifficile, e per Dio santissimo fareste grande spropositonon acquistandovi nel mio raccomandato un Professoreche, giuro, farà grande onore a voi e alle scuole (*). Dico avoi, perché è mia mente che questa buona insinuazione siadiretta non tanto a te, quanto all’ottimo nostro Consi-
(*) L’avv. Pellegrino Rossi, partito d’Italia , stampo nel 1818 unatraduzione in verso italiano del Giaurro di Byron , e fu collaboratoredella Biblioteca Universale in Ginevra , ove per molti anni insegnò pub-blicamente Giurisprudenza. Dopo il iS 3 o, passato a Parigi , fu professoredi Diritto in quella Università, e diede in luce un applaudito trattatodi Diritto Criminale , ed un atero di Economia Politica, ambidue in lin-gua francese. Da ultimo fu innalzalo alla dignità di Pari di Francia ,f 4^ Jf***%*J fiid tAr* *1 • (/,’ Ediiort.)