LETTERE
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mia affezione verso di voi. Mi toccate una corda, su cuivolete certamente risposta, ed io candidamente ve la farò,ringraziandovi dell’ avermi data occasione di levarmi unpeso dal cuore , dico il duro sospetto in cui vi sapevacontro di me a cagione di certa stampa impressa in Roma centra di voi, e di cui la malizia de’ miei e vostri ne-mici mi ha fatto promotore e autore. Fino a qual punto1’ accusa sia vera, giudicatelo per voi stesso da quantovado a narrarvi } e datemi fede, perchè i miei nemicimedesimi non mi hanno mai contrastata la qualità d’uomofranchissimo e veracissimo.
Si questionava in una società di letterati e d’ artisti sulmerito del vostro Omero , e ognuno apriva liberamente lasua opinione. Interrogato del mio parere, risposi che avreiamato che voi ci aveste data un’Iliade o tutta d'Omero ,o tutta di Cesarotti . Dissi che 1’ abito della vostra nonmi pareva nè moderno, nè antico, perchè troppo ci avevatemesso dell’ uno, e lasciato troppo dell’ altro } che per con-seguenza , togliendo voi a quel Greco la semplicità del-l’abito primitivo, l’avevate con troppa magnificenza vestitoalla moda} ed esposi questo pensiero coll’ipotiposi di unvenerabile vecchio pomposamente abbigliato, ma in costumee portamento tutto moderno e da giovane. Questa imma-gine, avendo ferita la fantasia d’un bizzarro disegnatoree incisore, presente a quella deputazione , gli suscitò nelcapo l’idea dell’ indiscreta caricatura che vi è nota, e allaquale senza saputa mia, e con mio estremo dolore fu datoposcia l’effetto. Ecco in breve tutto il processo di questoaffare disgustosissimo, del quale, come vedete, io son reoe innocente tutto ad un tempo. L’ emigrazione romana haportato in Milano i testimoni di questo fatto , e i consa-pevoli delle querele che pubblicamente io feci all’ esecutoredi quella indegna buffoneria, della quale se fu innocentel’origine, fu villana l’esecuzione. E se il pisano editoredelle vostre opere avesse data riparazione all’ odiosa ca-lunnia , di cui mi ha gravato nella prefazione delle me-