LETTERE
136
Ho finalmente trovata la ragione degli azzurri addormen-tati, e sapeva io bene che questa idea non ini era germo-gliata in capo per sè medesima. 11 Cavalicr Tempie, nellasua Introduzione alla Storia d’Inghilterra, ha queste pa-role, conformi a quanto asseriscono altri scrittori =: Glistranieri appellavano gli abitanti di quest ’ isola col nome diBriths, a cagione della lor costumanza di dipingersi il corponudo, e gli scudi in azzurro, di’ essi chiamano Brith ,• il chedistinguevali dagli stranieri. Da questo nome degli abitatilivenne quello di Britannia alP isola, etc. etc. Gli azzurriaddormentati nuli’ altro son dunque che i Britanni addor-mentati, e sparisce e si cangia in un bel modo di dire lastranezza dell’ espressione, Pale et me ama.
ALLO STESSO
Sarei tentato di nominarvi il ladro che vi ha truffato1’ esemplare della Spada di Federico. Piacemi dissimularlo,perchè 1’ avete vicino, e perchè non voglio romper pazien-za. Mi basta il dirvi, che i primi a cui, appena pubblicata,ne feci la spedizione, foste voi, Bettinelli, Pindemonte eMazza. Spero che il secondo esemplare, inviatovi permezzo del signor Federici, sarti stato più fortunato} e vene avrei pure unito un altro per la vostra Vadori, seavessi potuto sognarmi che questo fuoco vagabondo fosseal vostro fianco, e non in Venezia . Salutate, anzi abbrac-ciate caramente per me questo Folletto , e ringraziatelodell’ amicizia che mi conserva, e eh’ io di cuore le retri-buisco.
Se io non temessi che nel giudizio da voi portato dellemie Ottave si mescolasse la benevolenza, io avrei moltodi che compiacermi. Ma voi siete troppo indulgente, e Ma-dama Vadori troppo entusiasta de’ suoi amici. Tuttavoltaringrazio ambedue , qualunque sia il principio da cui levostre lodi procedono.