LETTERE
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uomo a cui ho dato costantemente ogni attestato della piùliberale affezione; per cagione, in somma, di Foscolo . Lasua perfida condotta, non tanto rispetto a me che al buonArici mio amico, mi ha finalmente costretto a romperlaapertamente con esso; la benda mi è caduta, e il suo ma-ligno carattere mi comparisce in tale evidenza, che nestordisco.
Porto meco il manoscritto della mia traduzione fino alvigesimo Canto, e preparatevi alla pazienza di riscontrarlo.
Fatemi ancora questo piacere di portarmi quindici oventi libbre di buon caffè, del quale vi soddisferò al vo-stro arrivo, e di questo avvisatemi perchè verrò a pren-dervi con Teresina al Ponte di Lagoscuro.
All’egregia ed incomparabile Albrizzi mille saluti.
ALLO STESSO
Oggi, come vi scrissi nello scorso ordinario, doveva se-guile la mia partenza per Ferrara ; ed ecco un nuovo in-ciampo. Mia moglie, per un’ infiammazione di gola, è statatutto ier l’altro e tutto ieri in letto colla febbre. Oggi sialza, ma si debole, che non mi arrischio di esporla al viag-gio, essendosi fatto per soprappiù un tal cangiamento diaria, che ieri si pareva ritornati in gennaio. La nostrapartenza è dunque differita a martedì. Vi serva l’avviso,e state sano.
Ho veduto Soranzo , e gli ho raccontato le giuste ca-gioni della mia rottura con Foscolo . Ne è rimasto indi-gnatissimo, e per verità nessuno la intenderà senza sde-gno. All’ eccellente Albrizzi e all’ ottimo Pindemonte milleossequi e saluti.