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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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Gamba, cui da questo punto ringrazio dell’onore cli’ei pensadi farmi. Ma se voi, nel riandare la mia traduzione, vi ab-batterete a nuovi difetti, io voglio farli sparire. Quindi ènecessario che il signor Gamba attenda tanto ch’io abbiatratto profitto dalle nuove osservazioni che mi verrannodal vostro senno: e allora in un batter d’occhio ci accor-deremo, e tornerà in meglio e per lui e per me.

Se la nuova versione, che si minaccia dall’abate dellagran Valle , somiglierà a quella del Fiocchi, io non possoche ringraziare sant’Apollo dell’avergli messo nel capo talfantasia. E se egli farà meglio di me, ne godrò per l’onordelle lettere. In ogni modo vi sarà guadagno, e l’Ajvoca-lisse di Foscolo crescerà di qualche altro capitolo. Non hoveduta, e neppur udita, che da voi, colesta nuova paz-zia. Ben lo credo, perchè l’invidia, che dappertutto gli facompagnia, noi lascia dormire; e non è da stupire cheegli si mantenga quel tristo che da gran tempo tutti co-noscono. Lasciamolo abbaiare, e seguitiamo la nostra via.L’Acerbi non è per anco tornato in città. Al suo arrivo(e sarà dentro la settimana) vi si manderà la copia chedesiderate del noto articolo, e le tavole. Piacemi intantoche siate rimaso contento della giustizia che il Bossi viha renduta ; e più contento mi dirò io , se manderete ilpromesso estratto de’vostri Greci inediti, avvisando, allostesso tempo, se vi torna più caro il riportare in quarantacopie di stampa o in altrettante lire italiane, secondo inostri regolamenti, il premio del vostro scritto. Amatemi,e stale sano.

PS. Udite bel fatto del nuovo scrittore dell’Apocalisse.Egli avea mandato, non richiesto, alla Duchessa d’Alba-nia il suo ritratto in istampa, a questa condizione chel’appendesse nel suo gabinetto accanto a quello d’Alfierie Caluso. Che n’ è avvenuto? La Duchessa nulla ha rispo-sto; ma, impacchettando il ritratto, l’ha mandato Al si-gnor Ugo Foscolo a Zurigo . Così scrive ella stessa all’ab.de Brcine, stupefalla di tanta arroganza.