LETTENE
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ALLO STESSO
Spero che all’arrivo di questa vi sarà stata recapitatala seconda parte del primo volume della mia Proposta.Al giudicar della prima, certamente voi avete abbondatodi coi’tesia. Nulladimeno, a diminuirvi il timore o il ri-morso di aver conceduto più all’amicizia che alla co-scienza, voglio accertarvi che il vostro giudizio è perfet-tamente conforme a quello di tutti gli uomini dotti ita-liani per tutto il largo e il lungo dello Stivale , salvo cheil vostro vince gli altri tutti per quella vostra mirabile soa-vità di eloquenza e di sentimento, con cui sapete condirele vostre idee. Finora in somma non si è udito che l’ab-baiamento del cane da pagliaio ,• che ora cosi vien chia-mato per antonomasia, in Milano , il Gazzettiere N. N., ilquale, non sapendo ove mettere il dente, si diverte a faril golfo buffone, e a deridere la mia affezione verso i mieifigli, e le dimostrazioni di stima che amo di far pubblicheverso gli amici. Ma vi so dire ch’egli ha raccolto dallesue contumelie- pessimo frutto.
Bellissimo ed efficacissimo al mio bisogno è il passo, chemi avete indicato, di Senofonte . Io ne trarrò profitto a suoluogo, e ne darò, com’è giusto, a voi tutto il merito conuna lettera che, a dispetto del cane da pagliaio, io v’in-dirizzerò, perchè amo di far palese e solenne la stima inche tengo il mio, non più piccolo, ma sommo Plutarco . Ohpotessi avervi al mio fianco! oh quanto nel vostro allon-tanamento ho perduto ! Non passa giorno che questa ideadolorosa non mi tormenti.
Ho sciatto a Perticari il giudizio che voi portate del suoTrattato, e mi fo sicuro ch’egli se ne terrà contento esuperbo. Gli amici vi rendono tutti il saluto, ma niuno così