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LETTERE
ALLO STESSO *
(*) Caro amico, vedrai le piccole correzioni che ho fatteall’ Ode dopo averti veduto. Il Salve messo in bocca a que 1Genj, che vengono a ringraziare la loro benefattrice, spero tipiacerà. Gli altri cangiamenti li abbandono al tuo gusto. —Paradisi ieri mattina annunziò al Principe la mia Ode comepoesia veramente degna d’orecchio sovrano, e S. A. l’at-tende. Piacerebbemi adunque che nell’ artieoi etto promes-somi (e che ti raccomando) inserissi che questi sono iversi da desiderarsi dai Principi, ai quali Augusto, bra-moso di vivere immortale nella posterità , ha lasciato nelrigoroso suo editto sopra i poeti il bell’ esempio della ri-serva da praticarsi dai grandi Monarchi co’Letterati. Que-sta idea mettila come ti pare, ma pregoti di non lasciarla.Tu vedi a che tende. Sta sano. Il tuo, etc.
ALLO STESSO *
Mio caro Foscolo . — La tua lettera al petulante G.
non poteva essere nè più trionfante nè più dignitosa, e pertale mi era già stata annunciata dalle lettere degli amici.Hai fatto bene. Le pulci e le cimici non danno la morte ,ma il lasciarsene divorare è filosofia da porci. Ti ripeto
che hai fatto bene, e che G.è un briccone, sulla
schiena del quale se sarebbe viltà il calare la spada, èperò giusta ed onesta cosa il calare a tempo il bastone,
(*) Manca la data; ma, considerando il tempo in cui fu scritta dalMonti 1 ' Ode Fra le Gamelle Vergini, etc., penso di appormi riferendolap oc’ oltre la metà di marzo 1807. ( L' Editore.)