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LETTERE
ALLO STESSO *
(*) Mio caro Foscolo , questa volta poche parole, perchènon ho tempo. — Non aver timore sulla cattedi-a d’ Elo-quenza forense, ove ti piaccia. — A prima occasione timanderò gli scartafacci che tu dimandi} ma ne trarrai pococostrutto. Ma, quali si sono, gli avrai, e dopo li darai aVulcano . — Il piano del tuo Romanzo mi rapisce. Nonabbandonarlo per carità. L’ argomento è bellissimo, inte-ressantissimo, e a me carissimo perchè patrio, e tutto scor-rente ad onore dell’ italiana letteratura. Ma per ora ab-bandona tutto l’ingegno alle future Lezioni, e dammi av-viso del giorno che tuonerai la tua Prolusione, eh’ io purevoglio ascoltarti, e applaudirti, ma non amarti di più.L’onore, che ti sorgerà da queste lezioni, suonerà all’orec-chio del Principe, e il Principe avrà per te dei particolaririguardi. Spero tutto dalla bontà del suo cuore, dall’ ami-cizia di Vaccari, e molto più dalla forza che farà all’opi-nione pubblica la tua riputazione, e la tua savia condotta.
Chiudo sotto la chiave della prudenza quanto mi scriviintorno a S . . . Ma misura tu pure tutti i tuoi discorsi,poiché costà pure v’ è abbondanza di spie, e il Governosa tutto. Addio di cuore. Il tuo, etc.
(*) Questa lettera priva di data deve precedere la susseguente ed es-sere scritta verso il (ine del 1808, poiché in essa il Monti s’informadel giorno in cui Foscolo dovrà recitare la sua Prolusione alla cattedradi Eloquenza, che gli era stata conferita nell’Università di Pavia .
( V Editare. )