LETTERE
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(li qualche maligno, fa eh’ io lo sappia per ismentirla incasa Veneri dove fu raccontata. Fortunatamente il Ministronon era presente} eli’ egli à indisposto per irritazione diemorroidi provocata da un riscaldamento.
L’ottimo Volta mi ha portato i tuoi saluti. Tutti aspet-tano con impazienza il secondo volume del Montecuccoli,ed io più d’ogni altro per molte ragioni, che mi fannoun buon presagio della tua fatica.
La Pclandi e Veneri e Vaccari e Pellico e Borsieri tisalutano caramente, ma nessuno più del tuo vero amico, etc.
ALLO STESSO*
A CAVIA
(*) Caro Foscolo. — Vaccari ha voluto leggere per interoegli stesso le tue lettere, presente ancora Veneri. L’ unoc 1’ altro ti ama e s’interessa della tua gloria, e sente letue ragioni, e desidera di vederti contento quasi quantoil bramo io. Ma essi sono d’ avviso che il tentare il tuoprogetto sia per ora affare pericoloso e impolitico. Il tempoè la medicina di tutti i mali, e solo dal tempo bisognaaspettare il rimedio che ti bisogna.
Lodo intanto senza fine la tua risoluzione di restarti inPavia , c studiare, e fare grandi ali per volare tant’altoche 1’ occhio dell’ invidia non ti raggiunga. Il romore, clicmenerà la tua penna, renderà accorto il Governo, e loforzerà a prendersi cura di te. La mia amicizia per te an-
(*) Le tre lettere seguenti, a cui malica la data, sono del 1809; nelqual anno venne abolita in tutte le Università del Regno d’Italia la catte-dra di Eloquenza , non appena Foscolo n’era stalo nominato professore.Però egli aspirava, quantunque non l’abbia ottenuto, a qualche altroinsegnamento; e fra di essi a quello dell’Eloquenza forense, che ve-niva di nuovo istituito. ( V Editore. )