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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTERE

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ALLO STESSO

20 gennaio 1810.

Pel solito canale vi ho spedito le correzioni del Lib. XXI,c il ms. del XXIII, ma non tutto, poiché il mio copista nonha potuto trascriverne che la metà. Nel venturo ordinariomanderò il resto colle correzioni del XXII. Son dietro all’ul-timo, a cui ho messo mano ieri mattina, e già mi trovonel verso 200 del testo. Fra otto giorni adunque tuttosarà finito. Ho trascorso un gran mare, e chi è consape-vole della rapidità del mio lavoro, stupisce, e ne stupiscoio pure.

Penserò a quanto mi scrivete intorno a Del Majno. Manon presto fede alla voce.

Il nuovo Inno d’ Arici è pieno di greca dolcezza. Ma di-tegli clic solamente nelle prime quattro terzine est aliquidquod tollere veliera. Addio.

AL PROF. LUIGI CAGNOLI

A REGGIO

Milano, it marzo 1807.

Credo che questa sera in casa di Paradisi avremo qual-che polmone scoppiato dal ridere, e questo sarà miracolodel Sonetto Borghiano che m’ avete mandato. Fo conto diconservarlo, perché mi si legga in punto di morte, bensicuro di andarmene all’ altro mondo ridendo. Ma, perdio, anche la traduzione delle mie povere Ottave non co-gliona, e scommetto che Borghi non é capace di una tantascempiaggine. Eppure ella ha fruttato all’autore cinquantazecchini di regalo , e il bell’ elogio che avete veduto. Mache farci ? Il Giornale Italiano presentemente è nelle manidi una bestia francese, che non sa sillaba di buon italiano ,